giovedì 1 giugno 2017

La collana di ambra: la nuova inchiesta di Cantagallo



Oggi vi parlo del secondo giallo della nuova serie dei gialli che nel 2017 sono stati pubblicati da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Questa è la presentazione del giallo "LA COLLANA DI AMBRA", un'inchiesta di mare che si svolge a Castiglioni Marina, località toscana nel litorale maremmano. Fornisco alcuni particolari del commissario Cantagallo e certe indicazioni sul suo modo di essere che spero vi siano graditi. Cominciamo.

«Il commissario Cantagallo, nell’inchiesta di mare del giallo “La collana di ambra”, è alle prese con la morte di una ragazza polacca che è stata trovata morta in uno stabilimento balneare lontano dal paese, alla Punta Sant’Andrea, sotto il “Forte della trappola”. Quel luogo, un tempo, vedeva soccombere i pericolosi saraceni che vi si avventuravano e oggi è il teatro di una tragica vicenda, dove ha trovato la morte una giovane badante polacca per overdose. Anche questa storia non è una vera e propria indagine, ma è un’inchiesta. I fatti accadono in tempi troppo stretti e il luogo dove avviene il crimine è racchiuso in un ambiente circoscritto. Cantagallo è in ferie con la famiglia e, immancabilmente, quando viene trovata morta una persona il maresciallo Guerra lo chiama perché vuole avere la certezza che tutto sia a posto. Non tanto per il senso del dovere, piuttosto per non essere sbattuto, in caso di errore, in un’altra località marina ma in Sardegna. Guerra è un carabiniere con capacità investigativa zero ma non sottovaluta i delitti. Chi, invece, eccelle in sottovalutazioni è il medico del porto, il borioso e pressappochista dottor Lanzara, accreditato da Guerra come medico legale “avventizio”. Tutto è chiaro per il dottor Lanzara: si tratta di una “morte per overdose”. Lanzara fa il medico generico ma intende dimostrare a tutti che può essere un “medico legale”. Fornisce sempre delle conclusioni affrettate per liberarsi dell’impiccio, senza interessarsi alla vera causa della morte. Il medico è convinto che quando i turisti muoiono, muoiono sempre per cause accidentali e per uno stile di vita marino tragicamente sbagliato. Però Lanzara nelle sue “valutazioni” non ne ha mai azzeccata una, e non lo vuole mai ammettere. Cantagallo si reca sul posto e controllo il cadavere della donna. Da ciò che ha visto, la morte per overdose è stata inscenata per camuffare un omicidio. La ragazza polacca è stata strangolata. Qui Cantagallo trova il dottor Lanzara in un normale “atteggiamento professionale”: è appollaiato sulla passatoia in legno dello stabilimento balneare con lo sguardo assente verso il mare e un sigaro spento al lato della bocca. Alla vista di Cantagallo, il dottor Lanzara si anima e incomincia a discutere col commissario. Si rivolge al poliziotto col suo tipico modo di fare strafottente per difendere la sua sconclusionata ipotesi. Cantagallo, come al solito, non ci sta. Vuol vederci chiaro e taglia corto con quel medico da strapazzo. Accetta di aiutare i Carabinieri del paese. Ma perché? Perché Cantagallo è molto amico del vice di Guerra, il maresciallo Tompetrini, uomo intelligente e tutto un altro carabiniere rispetto a Guerra. L’indagine inizia in salita per Cantagallo. Troppi fatti, troppe circostanze girano intorno alla bella ragazza polacca che faceva la badante presso una famiglia in paese, i signori Fiorini. Al commissario, infastidiscono i contorni di quel delitto che piano piano si fanno più nitidi e chiari. Soprattutto, gli danno fastidio gli altri fatti che ha conosciuto su quella ragazza polacca e che le gravitano intorno, soprattutto in relazione ai rapporti con la famiglia Fiorini presso cui lavorava. Vicende difficili da digerire, anche per un poliziotto come lui. Tutto l’omicidio ruota intorno alla famiglia Fiorini che, a sua volta, ruota intorno alla ragazza polacca uccisa, come due precisi ingranaggi ad orologeria. Qualcuno vuole scardinare questo meccanismo, per fare girare le cose in un altro modo e a suo vantaggio. Alla fine, il commissario Cantagallo ricostruirà le mosse dell’omicida. Un particolare fondamentale lo spingerà verso lo spietato criminale. Tutto questo però, non gli basterà. Dovrà giocare sporco per stanare l’assassino. Il commissario ha già pronto l’abile tranello che farà scattare proprio sotto il Forte della Trappola. L’assassino non sospetta nulla e dovrà soccombere all’intuito micidiale di Cantagallo. Cosa aspettate a leggere il giallo del commissario Cantagallo? Buona lettura».
                                                               Fabio Marazzoli